Rapporto 2021

Assicurati attivi: 3'014
Pensionati: 1’609
Somma di bilancio: 884.3 mio
Grado di copertura: 99.1%

La sintesi

L’esercizio 2021 della Cassa Pensioni di Lugano (di seguito denominata CPdL) si è chiuso positivamente su molti fronti: spiccano in particolare le intense attività di carattere immobiliare evidenziate in seguito, la realizzazione dello studio di asset and liability management (ALM) con l’implementazione delle misure che ne derivano e il completamento del Piano previdenziale introdotto nel 2020, con la riassicurazione completa dei rischi decesso e invalidità.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, dall’inizio della pandemia alla fine del 2021, si contano nel mondo quasi 290 milioni di contagiati e quasi 5.5 milioni di morti da Covid-19. Le speranze che i vaccini per la prevenzione della diffusione di questo virus avrebbero messo fine alla pandemia, si sono infrante contro il dilagare della variante “Omicron”, quando il mondo si apprestava ad iniziare i festeggiamenti per l’anno nuovo.
I mercati finanziari, grazie soprattutto al sostegno delle banche centrali e alle attese di un ritorno al business as usual dopo i periodi di lockdown, hanno beneficiato di condizioni particolarmente favorevoli durante buona parte dell’anno. Nonostante i principali indici azionari mondali abbiano chiuso il 2021 con performance a due cifre, l’anno ha anche conosciuto momenti di particolare tensione, picchi di volatilità generati soprattutto dai timori legati al riaffacciarsi nel contesto internazionale, dopo molti anni, dell’inflazione. Le cause sono strutturali e i fenomeni che hanno reso più marcato l’aumento dei prezzi vanno ricercati nella crisi della supply chain e del sistema globale dei trasporti, non più adeguato a garantire le accresciute richieste di scambi di beni.
I principali cambiamenti, a cui le più grandi economie mondiali andranno incontro, non saranno unicamente dettati dalla pandemia; altre delicate questioni potrebbero imporre un cambiamento di rotta anche da parte del settore previdenziale. L’accordo sottoscritto al termine dei lavori della conferenza sul clima, la COP26, nel mese di novembre 2021, mira ad azzerare le emissioni nette entro il 2050 e contenere l’aumento delle temperature non oltre 1.5 gradi attraverso un crescente utilizzo di energie rinnovabili. Per contro, nel 2021, le emissioni globali di anidride carbonica legate alla produzione energetica, sono cresciute di quasi il 5%, riavvicinandosi pericolosamente al picco del 2019. Obiettivi ambiziosi e dati preoccupanti che, in un futuro non lontano, potrebbero comportare la necessità di riferirsi a nuovi modelli economici e di applicare approcci ai mercati finanziari diversi da quelli conosciuti finora.
Il Consiglio direttivo della CPdL non ha aderito al diffuso consenso che vede come transitori i problemi generati dalla pandemia e futuribili i necessari orientamenti derivanti da una maggiore attenzione ambientale. In particolare, ha fissato una serie di obiettivi in ambito ESG (Environmental, Social e Governance) sia per quanto riguarda gli investimenti mobiliari, sia per quelli immobiliari, oltre ad aver già approvato una serie di azioni concrete in questo ambito.
Inoltre, l’azione della CPdL è stata caratterizzata da uno stringente processo di analisi e di gestione attiva dei rischi e da una progettualità volta a recepire i cambiamenti del contesto socio-economico in cui la Cassa opera. In concreto, oltre ai necessari ribilanciamenti di portafoglio, sono stati ricercati e sottoscritti attivi mobiliari poco correlati agli indici azionari, operata un’ulteriore diversificazione geografica del comparto immobiliare e non da ultimo, gettate le basi per un approccio alla gestione del portafoglio mobiliare e immobiliare, secondo riconosciuti criteri di sostenibilità.
Nel suo complesso, il rendimento del portafoglio globale, composto per il 64.7% da attivi finanziari e liquidità e per il 35.3% da immobili, per l’esercizio 2021 si attesta all’8.16% che fa segnare un incremento degli attivi di CHF 70.4 milioni. Tale risultato è in linea con quello dello studio di settore pubblicato da UBS nel gennaio 2022, che per le casse pensioni di analoga dimensione registra un risultato medio per il 2021 dell’8.28%.
Il buon risultato finanziario ha permesso di attribuire agli averi di vecchiaia un’importante remunerazione del 3%. Il Consiglio direttivo, sentito anche il parere del Perito in materia di previdenza professionale, ha deciso la riduzione del tasso tecnico dall’attuale 1.75% all’1.50%. Con quest’ultimo valore viene chiuso il bilancio 2021.
Tale decisione, centrale per una corretta valutazione degli impegni pensionistici futuri, contribuisce a rafforzare ulteriormente la stabilità finanziaria di lungo periodo della CPdL. Malgrado l’incremento degli averi riservati per i beneficiari di rendita e degli accantonamenti derivante dalla riduzione del tasso tecnico, il grado di copertura si è attestato a 99.1%, in aumento del 2.5% rispetto al dato del 2020.

Rapporto 2021

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